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Ciàula scopre la luna di Luigi Pirandello, Appunti di Italiano

Ciàula scopre la luna di Luigi Pirandello - analisi

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 01/05/2020

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ess_meralda_00 🇮🇹

4.8

(7)

12 documenti

Anteprima parziale del testo

Scarica Ciàula scopre la luna di Luigi Pirandello e più Appunti in PDF di Italiano solo su Docsity! Ciàula scopre la luna (dalle Novelle per uno di Luigi Pirandello) Riassunto Quella sera Cacciagallina voleva che i picconieri facessero la notte per finire di estrarre le casse di zolfo. Tutti se ne andarono anche se lui li minacciò con una pistola. L’unico che restò fu il povero Zi’ Scarda; era vecchio e per un occhio era cieco; così tutti se la prendevano con lui e anche quella sera Cacciagallina fece lo stesso. Anche Zi’ Scarda aveva chi maltrattare, il suo caruso Ciàula. Proprio mentre Cacciagallina se la prendeva con Zi’ Scarda, a quest’ultimo scese una lacrima e lui la bevette; non era una lacrima di pianto, ma si era bevuto anche quelle, quando quattro anni fa gli era morto il suo unico figlio Cavicchio, per lo scoppio di una mina, per la quale lui perse un occhio. Ciàula si stava rivestendo quando Zi’ Scarda lo chiamò e gli disse di rimettersi i vestiti di lavoro, perché sarebbero rimasti lì tutta la notte. L’unico problema era che Ciàula doveva andare a portare i carichi fuori dalla caverna e aveva paura del buio che c’era fuori. Quello all’interno non gli faceva paura, ma fuori era un’altra cosa perché non lo conosceva. Ciàula viveva con Zi’ Scarda e con la nuora e i sette nipoti di esso. Quando venne il momento di portare fuori il carico Zi’Scarda glielo caricò sulle spalle e Ciàula si mise in cammino. Arrivato quasi all’entrata vide una chiara e man mano che si avvicinava all’uscita la chiara cresceva fino a quando uscì e restò sbalordito; fece cadere il carico dalle spalle e si mise a guardare la Luna. Lui sapeva cos’era, ma non gliene aveva mai dato importanza. E Ciàula si mise a piangere senza saperlo, senza volerlo e non si sentiva più stanco né aveva più paura. La struttura della novella La novella è divisa in tre momenti. 1) Il primo si svolge in piena luce, all'esterno della cava e presenta la ribellione dei lavoratori, che non accettano di prestare lavoro straordinario; la scena è affollata dall'insieme dei picconieri che abbandonano rumorosamente la cava ignorando le minacce del soprastante Cacciagallina. Egli finisce quindi per costringere ad effettuare il lavoro l'unico lavoratore rimasto, il vecchio zi' Scarda, che a sua volta si impone sul suo caruso Ciarla, un povero scemo. In questa prima fase domina il discorso diretto, che sottolinea momenti di clamore e concitazione; la descrizione dell'ambiente è di tipo verista, sul modello verghiano, con uso preciso di termini tecnici (picconieri, soprastante), gergali e dialettali (calcara, calcherone, caruso) ed espressioni popolari e vicine al parlato (che neanche un leone; Oggi per noi il Signore non fa notte) 2) Il secondo momento, una volta usciti di scena i picconieri, si svolge all'interno della cava ed occupato dalla descrizione di Zi' Scarda, del suo vizio della lagrima, del suo rapporto con Ciàula, di cui vengono fornite le notizie essenziali. In questa fase viene meno il discorso diretto e alla descrizione esterna dei personaggi si affiancano considerazioni di tipo psicologico, con adozione del punto di vista del personaggio. 3) Nel terzo momento, il più importante, il centro d'interesse è unicamente Ciàula, con la sua paura prima e il suo stupore poi, quando scopre la luna. La descrizione è di tipo interiore, psicologico, attraverso il punto di vista di Ciàula stesso; il movimento del protagonista procede dall'interno della cava, dal buio alla luce, dal basso in alto, sia in senso spaziale sia morale. L'impressione iniziale di descrizione verista cede completamente; l'interesse è tutto concentrato sullo stato d'animo del personaggio, solo con se stesso di fronte alla luna. Analisi Pirandello descrive l’ambiente tipico della zolfara siciliana dove la condizione dei lavoratori è di sfruttamento. L’aspetto su cui si concentra di più è l’analisi interiore degli individui. L’ambiente delle cave è tipico delle sue novelle perché sono il simbolo della miseria. All’interno di esse c’è una gerarchia composta da persone di basso ceto e Cacciagallina non è un galantuomo e al di fuori della miniera non conta nulla. Pirandello, nelle sue novelle, è sempre impersonale quindi fa trasparire le sue idee dalla bocca di altri e questo avviene quando i lavoratori, Zi’ Scarda escluso, si burlano di Cacciagallina: « Quegli altri... eccoli là, s'allontanavano giù per la stradetta che conduceva a Comitini; ridevano e gridavano: - Ecco, sì! Tienti forte codesto, Cacciagallì! Te lo riempirà lui il calcherone per domani! » Con l’espressione “tieniti forte codesto” ci dà la sua visione del mondo e proprio da essa si percepisce il riso amaro. La giustificazione di Cacciagallina da parte di Zi’ Scarda è tipica di chi non può difendersi il quale tende a giustificare i comportamenti del proprio carnefice. « Veramente, tra gli aspetti di quei luoghi, strideva quella loro allegria, quella velleità di baldanza giovanile. Nelle dure facce quasi spente dal bujo crudo delle cave sotterranee, nel corpo sfiancato dalla fatica quotidiana, nelle vesti strappate, avevano il livido squallore di quelle terre senza un filo d'erba, sforacchiate dalle zolfare, come da tanti enormi formicai. » Pirandello ci offre la descrizione dei minatori come se fossero lo “specchio” dei luoghi in cui vivono e la loro descrizione viene collegata a quella del territorio che ci riconduce alle cave con l’espressione come da tanti enormi formicai (la formica è il simbolo dell’operosità, ma in quei luoghi è insignificante, come i lavoratori che lavorano nelle cave.)Con l’episodio della lacrima di Zi’ Scarda tutto questo è ben visibile: la lacrima per lui è una rassicurazione perché lo faceva sentire umano dato che nella miniera il senso di umanità è assente. Pirandello descrive accuratamente ogni passaggio del percorso compiuto dalla lacrima e ogni movimento di Zi’ Scarda per accoglierla e descrive che, nel suo viso, si era formato un solco su cui passavano tutte le altre lacrime. Esso esprime un collegamento con la miniera dove il solco è il simbolo del male del mondo. Pirandello descrive il momento dello scoppio della mina dove Zi’ Scarda rimane ferito e suo figlio muore. In ricordo di quel figlio (Calicchio), ogni tanto scendeva una lacrima di dolore (più grossa e più amara), che riconosceva al volo. Proprio per via di quell’increscioso episodio egli lavorava ancora e Pirandello descrive il momento della paga come un’opera di carità. Lavorava più e meglio di un giovane; ma ogni sabato sera, la paga gli era data, e per dir la verità lui stesso se la prendeva, come una carità che gli facessero e dà un’immagine di disperazione che rende ancora più evidente lo squallore di quel mondo che, neanche nel momento della paga, appare umano Perché, di regola, doveva presumersi che uno della sua età non poteva più lavorar bene. Ciàula Dopo la descrizione del momento dell'ammutinamento degli operai, il personaggio di Ciàula viene introdotto nella novella. La prima descrizione è di un personaggio simile ad una bestia (dal punto di vista sociale) che ci riporta alla descrizione dello squallore all’inizio della novella il livido squallore di quelle terre
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