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riassunto introduzione La Celestina + basi teoriche del testo, Sintesi del corso di Letteratura Spagnola

riassunto introduzione La Celestina + basi teoriche del testo

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 18/04/2022

Lele.gard
Lele.gard 🇮🇹

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Scarica riassunto introduzione La Celestina + basi teoriche del testo e più Sintesi del corso in PDF di Letteratura Spagnola solo su Docsity! La Celestina La Tragicommedia è composta più o meno negli anni in cui Montalvo rielabora il manoscritto dell’Amadis, viene stampata a Burgos per la prima volta nel 1499. Il suo avvento apre una prospettiva nuova nel rapporto fra società cortigiana dell’epoca dei Re Cattolici e gli ideali della cortesia. Il fatto che si debba rappresentare un modo di vita proponendo una continua iperbole, è segno che questa ha perduto i contatti più immediati con la società reale. L’autore crea l’artificio dell’attualità, una seconda giovinezza di un genere letterario in declino (di cui l’Amadis, e il Carcel de amor erano state le prove più clamorose fino al ‘500). Lo stile di quest’opera si cimenta con oggetti dell’esperienza quotidiana, un’esperienza che non viola i confini temporali di quella che potrebbe essere attualità e non elude quelli spaziali di una città riconoscibile. L’AUTORE Per la stesura della Celestina, vi è la collaborazione inconsapevole di due autori (se la storia del ritrovamento casuale non è menzogna, data la forte unità di composizione e stile): - Primer autor che scrive il primo atto - Segundo autor che continua la stesura del primo auto, completa la commedia in 16 atti e poi pubblica la seconda edizione: la tragicommedia in 21 atti. La Tragicommedia appartiene a quella categoria di opere che nascondono il proprio autore dietro una nominato prudente, anche questo silenzio può avere un significato; la mancanza di dati può essere un dato della cultura di un’epoca. Presumiamo che l’autore sia Fernando de Rojas —> “bachiller in Salamanca nacido e la puebla de Montalvan” come dichiara nell’acrostico in alcune ottave introduttive. Della sua vita sappiamo poco; il suo nome è associato a un grande capolavoro della letteratura spagnola, sebbene lui sia autore di un solo libro (auctor unius libri); praticò la professione di giurista. Sappiamo che fu amante di una cultura orientata in senso largamente umanistico. È autore prudente in quanto si avvolge di mistero non rivelando espressamente il suo nome. - perché fa ciò? Sappiamo che Fernando De Rojas fu un converso ossia un ebreo convertitosi al cristianesimo. Il contesto storico politico in cui vive è quello in cui vi è in atto il processo di unificazione della Spagna grazie all’unione mediante il matrimonio dei Re Cattolici. Tra le tappe del processo di unificazione abbiamo la data del 1492, con la conquista di Granada, la stesura del decreto de Alhambra che portò alla cacciata dei Moriscos, quindi l’espulsione degli ebrei (poi nel ‘500 anche dei musulmani). Venne dato un ultimatum a coloro che vivevano in Spagna ma non erano cristiani: essi potevano convertirsi al cristianesimo, altrimenti sarebbero stati espulsi dalla Spagna; un ruolo importante in questo momento lo ebbe l’inquisizione il quale compito era il controllo della “limpieza de sangre” ossia la percentuale di sangue cristiano che variava tra “cristiano viejos” (da sempre) e “cristiano convertito”. Il 1492 è considerata una data molto importante anche perché: - viene pubblicata la grammatica di nebrija, la prima grammatica in castigliano —> parte del progetto di unificazione e creazione dell’identità nazionale (normalizzazione e unificazione della lingua) - Scoperta dell’America —> progetto che mira oltre il territorio spagnolo: creazione di un impero. La celestina è una parodia dell’amor cortese, questo lo possiamo notare sia mediante i personaggi come per esempio Calisto, che attraverso il lessico (viene utilizzato il lessico tipico della letteratura cortese, anche se l’utilizzo di questo registro viene messo più volte alla prova dall’amore carnale). [amor cortese: insieme di regole che normalizzano i rapporti amorosi e che interessano solo l’aristocrazia. Per esempio nella tragicommedia anche i servi pensano all’amore carnale, ma questo non è visto come elemento di parodia in quanto i servi sono esclusi dalle regole dell’amor cortese] INFLUENZE LETTERARIE - Commedie di Plauto e Terenzio - Corbacho per la figura della alcahueta, dei servi e dell’ambiente - De Remendiis di Petrarca per lo stile della moralità e delle sentenze - Diego de San Pedro per la ricostruzione dell’intreccio sentimentale Genere teatrale (grado mimetico: molto vicino alla realtà), idealmente pensato per essere recitato (?) Sono presenti delle didascalie —> indicazioni dell’autore È strutturato in autos (atti); vi sono momenti di rottura della quarta parete (a partes) in cui l’attore si rivolge al pubblico. LE EDIZIONI Attualmente gli atti sono 21, ma il testo nasce più breve (di 16 atti) con il nome di Commedia. Vi sono state diverse edizioni del testo: 1. Burgos 1499, viene stampato un testo da Federique di Basilea che ricorda la Celestina; è arrivato mutilato senza il primo foglio, manca la portada (titolo e autore), si inizia direttamente dal primo atto. 2. Toledo 1500, publicato testo con portada, titolo: “Comedia di Calisto e Melibea…”, una lettera, 11 ottave, la formula di esordio, un argumento generale in cui si presentano personaggi e conclusione tragica, 8 ottave che il correttore Alonso de Proaza dedica al lettore; manca l’autore. 3. Sevilla 1501, compare tutto il materiale paratestuale con molte varianti rispetto all’edizione del 1500 grazie al lavoro di un correttore, Alonso de Proaza. Insieme a lui Fernando de Rojas integra il testo edito nel 1499, mette in risalto il Celestina è di poche parole nel momento in cui si presenta così come nel momento in cui si avvicina a Calisto —> la prima cosa che fa è chiedere la ricompensa, questo fa subito capire che Celestina sta lavorando. È un personaggio molto pratico, rapida verbalmente e che pensa all’efficienza (ricompensa). Il suo lavoro inizia con il convincere Parmeno che era ancora fedele e razionale a collaborare. Celestina è capace di penetrare nella psicologia dell’altro. Il suo personaggio è una alcahueta ossia una mediatrice. Il testo è piuttosto ambiguo e non riusciamo a comprendere se vi è in gioco anche la magia e quindi se il personaggio di Celestina è penetrante perché: - È profesional: brava nel suo lavoro e nel trovare un modo per persuadere l’altro - È una bruja: strega - È una hechicera: fattucchiera [La differenza tra bruja e hechicera sta nel fatto che entrambe hanno rapporti con il diavolo, ma la brutta ha rapporti erotici con questo, cosa che la hechicera non ha.] Celestina è molto brava a convincere Parmeno e ci riesce attraverso delle tappe. Celestina prova a smentire i valori su cui si basa Parmeno, discredita l’assetto dei valori cortesi che regolano il rapporto servo padrone. Inoltre la donna è molto brava nel cambiare rapidamente retorica. Nonostante Celestina sia un personaggio negativo, provoca simpatia nel pubblico. L’avarizia la porta alla morte esemplare; vi sono due premonizioni del finale tragico: 1. Celestina piagnucola ripensando a Claudina e alla sua morte violenta 2. Discorso che fa Elicia sulla vita e sulla morte INCONTRI TRA MELIBEA E CALISTO Vi sono diversi incontri tra Melibea e Calisto durante l’opera (contro l’ideale cortese per cui vi doveva essere una distanza tra l’amante e l’amata) Gli incontri tra Calisto e Melibea sono precisamente 4: 1. Primer auto —> dialogo cortese esagerato tra Calisto e Melibea; prima incongruenza con l’amor cortese: Calisto si avvicina all’aaa in quanto gli è scappato il falco nel giardino di Melibea. Da questo avvenimento possiamo dedurre che Calisto è nobile poiché la falconeria è una tipica attività nobiliare. In questo primo incontro Melibea rimane nelle regole dell’amor cortese poiché allontana Calisto (chiamandolo “Calisto sin verguenza”) 2. Auto 12 —> i due innamorati si parlano dalla porta della casa di Melibea. Inizialmente Melibea cerca di allontanare Calisto sapendo quali sono le intenzioni di quest’ultimo e cerca di giustificare l’incontro: lei lo incontra solo per chiedergli di lasciarla in pace. In questo episodio assistiamo ad un repentino cambio di situazione, dovuto all’evoluzione del personaggio di Melibea che è dinamico. Vediamo delle contrarietà con quello che reputiamo amor cortese, infatti vediamo che l’impedimento tra i due manti non è un matrimonio o delle peripezie, ma una porta che non consente loro di vedersi (abbassamento del registro), vediamo uno scollamento tra registro cortese e finalità dell’innamorato, inoltre vediamo come l’amore non è tenuto segreto in quanto i servi hanno ascoltato tutta la conversazione tra i due amanti. In questo atto muore Celestina e i servi vengono condannati a morte per l’omicidio 3. Auto 14 —> i due amanti si vedono e si toccano concretamente; la caduta del personaggio di Melibea è graduale, il personaggio di Melibea prosegue nel processo di trasformazione. 4. Auto 19 —> con l’aggiunta dei 5 atti, Melibea ha dato appuntamento ogni notte a Calisto; viene posticipata la morte di Calisto nella seconda edizione per due motivi: per piacere del pubblico che voleva più incontri tra i due innamorati; per rendere meno casuale la morte di Calisto che nella prima edizione moriva al primo incontro. La morte di Calisto è banale e fa parte della parodia cortese, in quanto non muore per le sue imprese, ma perché cade banalmente da una scala. [Nell’opera ci sono morti all’insegna del tragico ed altre del tragicomico per esempio quella di Calisto è tragicomica; quella di Celestina non è considerata tragica (no eroica), neanche tragicomica, ma esemplare perché viene castigata per le sue azioni.] Forma drammatica e stile La forma adatta per l’opera non poteva essere il romanzo epistolare o “tratado” (San Pedro), neppure una rappresentazione in versi. Serviva una forma piuttosto duttile e aperta da poter abbracciare spostamenti di livelli e dinamiche accentuate. Viene quindi scelta: dialogo vivo (prosa) che non può non essere azione drammatica, scena e quindi teatro. Celestina è un esemplare tipico d struttura composita costruita al di là di ogni intento teatrale. - non è un modulo teatrale fisso, cinque o quattro giornate, ma sono i fatti e i personaggi che che fissano la durata delle scene. È una forma di teatro, scritto in progressione, senza preoccuparsi della futura messa in scena. Quando Rojas inizia a scrivere, si preoccupa di: - Rimanere fedele al significato e allo stile della redazione primitiva (primo spunto essenziale per la tecnica drammatica è la lentezza dell’esecuzione) per questo gli atti di Rojas sono più brevi rispetto al primo, ma sono numerosi in modo da non violare la norma della lenta dinamica spazio-temporale. IMPORTANTE: TOPOS DELLA RIFLESSIONE INTERIORE delle azioni umane. I personaggi si osservano tra loro e ne traggono una morale generale, un principio di vita (ognuno ha quello che era il ruolo del coro nella tragedia) questo porta stilisticamente a: - clausole brevi (luoghi comuni della retorica libresca e quelli della saggezza popolare) - Periodare sentenzioso Non vi sono due linguaggi diversi, ma un’unica tendenza all’astrazione che conferisce a tutti i personaggi una responsabilità esplicativa, con citazioni dotte o proverbi popolari. Lo stile è il risultato della tensione che si stabilisce tra i due modi di comunicare: uno lento e tendenzialmente astratto e l’altro rapido, simultaneo, concreto. Rappresentabilità L’appartenenza al genere drammatico, inteso come teatrale non è messa in dubbio. Lo possiamo intuire da: - “Lengua terenziana” nella 9 ottava (“ancor mai non vidi in lingua volgare”) —> Terenzio teatro latino (coscienza da parte dell’autore che questo sia un testo teatrale) - Nel paratesto finale —> elogio dell’opera di Alfonso de Proaza (il correttore) Il genere teatrale ancora era vivo con la commedia umanistica italiana (particolarmente coltivato nei circoli umanistici italiani) e con la commedia scritta in latino (alla quale si dedicarono autori italiani del ‘300 e ‘400 come Piccolomini.) I testi della commedia latina circolavano nell’ambiente universitario umanistico, come era Salamanca. A partire dalla rilettura de la Celestina, Maria Rosa Lida de Malkiel (filologa argentina del’900) rivendica l’appartenenza della Celestina al genere teatrale. All’epoca di Rojas e nel ‘500 non era stato negato il carattere drammatico dell’opera, ma nel ‘700 con l’irrigidimento della divisione in genere, non si accetta la Celestina come opera teatrale in quanto non rappresentabile. - Marcelino Menendes Pelaio —> gli attribuisce l’etichetta di romanzo dialogato (novela dramatica) - Nel ‘900 Steven Gilman considera l’opera un dialogo puro. Per questo motivo Maria Rosa Lida de Malkiel ha riaffermato lo statuto drammatico della Celestina. Samonà (che cura l’introduzione dell’edizione che noi studiamo) evidenzia la presenza del commento delle azioni umane che si alternano al dialogo, che portano un rallentamento dell’azione data dal pensare e riflettere dei personaggi. La gestione dello spazio e del tempo Aristotele nella Poetica aveva espresso 3 regole fondamentali per la gestione dello spazio e del tempo in un’opera, precisamente nella tragedia, il genere da lui prediletto. 1. Un testo teatrale deve mantenere unità di spazio: la vicenda si deve svolgere in un solo luogo 2. Un testo teatrale deve mantenere unità di tempo: la vicenda si deve svolgere in un solo giorno (24h) 3. Un testo teatrale deve mantenere unità di azione: vi deve essere un solo intreccio La Tragicommedia di Calisto e Melibea non rispetta queste regole essendo un’opera a metà strada tra il medioevo e il ‘500. IL TEMPO Il tempo è indefinito, ma sicuramente non si tratta di 24 ore, inoltre è incoerente ossia non sempre verosimile (es: dopo la separazione dei servi con Calisto
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