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riassunto la celestina, Sintesi del corso di Letteratura Spagnola

caratteristiche principali della celestina

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 16/10/2019

Marsab19
Marsab19 🇮🇹

4.4

(15)

7 documenti

Anteprima parziale del testo

Scarica riassunto la celestina e più Sintesi del corso in PDF di Letteratura Spagnola solo su Docsity! LIBRO LA CELESTINA Del XVI secolo. Le prime edizioni che oggi si conservano della Comedia de Calisto y Melibea furono pubblicate a Burgos nel 1499 e a Toledo nel 1500. La prima ha 17 atti però in questa non ci sono né i testi preliminari né quelli finali. L’edizione di Toledo è la prima Comedia completa che conosciamo che include i testi preliminari: la carta del autor a un amigo y versos acròsticos, el sìguese o incipit, el argumento de toda la obra y los versos finales de Alonso de Proaza, dove dichiara il nome dell’autore. L’acrostico recita: El bachiller Fernando de Rojas acabò la Comedia de Calisto y Melibea y fue nascido en la Puebla de Montalvàn. En la carta a un amigo, este Fernando de Rojas afirma ser estudiante de Leyes en Salamanca y haber encontrado el primer acto de la obra, ya escrito por un autor desconocido, antes de decidirse a completarla en unas vacaciones de quince dìas. Se queste affermazioni avevano messo in dubbio gli eruditi del XIX secolo, più scettici si mostrarono dopo una nuova versione ampliata dell’opera. La versione apparse nel 1500 o 1502 e aveva 5 atti in più. L’autore del prologo che confessa essere lo stesso dell’edizione precedente, sostiene di aver aggiunto 5 atti per l’insistenza degli amici che volevano più storie d’amore e di aver cambiato il titolo tenendo conto della fine tragica dell’opera, Tragicomedia de Calisto Melibea. Le informazioni che attualmente abbiamo su Rojas sono: nacque nel paesino di Montalbàn, nella decada del 1470. Già aveva ottenuto la laurea in legge nel 1500 che aveva poco più di 20 anni quando scrisse la Comedia. Nel 1507 si trasferì dal paesino a Talavera. Sposò Leonor Alvarez ed ebbero 4 figli e 2 figlie. Nel 1525 Rojas rappresentava il suocero Alvaro de Montalbàn in un processo inquisitoriale, citandolo come converso o cristiano discendente degli ebrei; però la discendenza ebrea di Rojas lo penalizzò come difensore del suocero. Si crede che fu anche sindaco di Talavera per qualche tempo. Morì nel 1541. A queste prove si somma un documento fornito da Gilman, secondo il quale il padre di Rojas sarebbe stato condannato dall’ inquisizione nel 1488, mentre un buon numero dei suoi cugini furono riconciliati con la chiesa. Oggi tutti sono d’accordo che è l’autore degli atti dal II al XVI della Comedia originale. Il primo atto invece si pensa fosse Rodrigo de Cota. Tra il primo atto e quelli attribuiti a Rojas ci sono delle differenze linguistiche e stilistiche. Nonostante le prime edizioni del 1499 e del 1500, esiste una terza edizione del 1501 di Sevilla che è simile a quella di Toledo. La prima Tragicomedia apparirà a Roma, la prima Tragicomedia spagnola con data 1507, che furono pubblicate nel 1510 e nel 1529. Ma le date più vicine all’apparizione della Tragicomedia sono quelle del 1500 o 1502. La Celestina è stata scritta da Fernando de Rojas. Dell'opera conosciamo oggi due versioni: la prima, Comedia de Calisto y Melibea, risale al 1499 e si compone di 16 atti; la seconda, Tragicomedia de Calixto y Melibea consta di 21 atti ed è la versione definitiva uscita nel 1502, comunemente conosciuta come La Celestina, dal nome della protagonista. Definire il genere letterario dell'opera non è semplice e la critica si è dibattuta a lungo se considerarla romanzo o dramma. La lunghezza del testo, l'uso della lingua in prosa e la presenza di un riassunto all'inizio di ogni atto ha portato i critici a dichiarare che si tratta piuttosto di un genere ibrido, una sorta di romanzo dialogato. Calisto y Melibea sono due giovani. Lui di media condizione sociale mentre Melibea appartiene all’alta società. Calisto la incontra casualmente e se ne innamora senza essere corrisposto. Con la complicità dei suoi servi, chiede aiuto a una vecchia mezzana di nome Celestina affinché faccia da tramite. Quest’ultima fa in modo che Melibea incontri Calisto e se ne innamori; come ricompensa riceve da Calisto una collana d’oro. I due servi Parmeno e Sempronio reclama o la loro parte di guadagno, ma Celestina si rifiuta di spartirla. Questi allora la uccidono, nel tentativo di sottrarle la collana. Parmeno e Sempronio vengono catturati e giustiziati. Gli amici dei servi e le amiche della mezzana si alleano per vendicarsi dei due amanti, considerati il porno della discordia. Attendono che i due si incontrino e quando sono insieme, i vendicatori fanno rumore per attirare la loro attenzione. Calisto, nello scendere frettolosamente le scale per andare a vedere la causa del brusio cade rovinosamente e muore. Melibea, appresa la triste notizia, sale sulla torre e si getta dal balcone della sua stanza davanti agli occhi del padre. La Celestina è considerata una commedia umoristica, che affonda le sue radici nelle antiche commedie latine di Terenzio e Plauto. Le caratteristiche principali della commedia umanistica sono: rappresenta la vita quotidiana tramite il dialogo, rivolta ad un pubblico fornito di un elevato bagaglio di cultura classica, dona verosimiglianza a personaggi ed ambienti. Nonostante l’opera sia ambientata in un periodo ancora medievale, si riflette la crisi del XV secolo, dove erano nuovamente tornati in voga i libri cavallereschi ed i romanzi sentimentali, i quali distaccavano la realtà e celebravano la vita terrena ed i suoi piaceri. L’autore stesso all’interno dell’incipit della sua opera da delle vere istruzioni per il lettore, affermando che la Celestina deve fare da monito ai folli innamorati che vinti dal loro smodato appetito, invocano come dee le proprie amanti e tali le reputano e da monito contro gli inganni delle mezzane e dei servitori perfidi e lusingatori. Inoltre rimanda ad ulteriori chiarimenti al lamento di Pleberio (padre di Melibea), verso il corpo della figlia ed al fatto che ormai dopo la morte i ricchi possedimenti del padre sono divenuti inservibili e superflui. L’autore in uno dei suoi testi si incentra anche sulla riforma morale della Spagna e soprattutto inveisce contro la nobile gioventù irretita dalle spire dell’amore carnale. Azzarda questi sermoni soprattutto per coprirsi le spalle, visti gli argomenti e i personaggi di bassa morale trattati. Sempronio stesso, infatti, all’interno dell’opera afferma che l’unico fine dell’amore è l’atto sessuale; perciò finge di avere obiettivi diversi, apparirà dissennato risibile. Il primo luogo a comparire è il giardino di Melibea, il locum amoenus della tradizione carnevalesca. Calisto lì si definisce prigioniero di una dolcissima prigione,
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