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La Seconda Guerra Mondiale: La Pace Fragile (1919-1939), Appunti di Storia

Questo documento ripercorre la storia dei vent'anni che separano la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda, considerati come un unico evento a causa della fragile pace siglata dopo la prima. Le conseguenze della prima guerra mondiale, le cause della seconda, la nascita di nuovi stati in europa e la crisi economica del 1929, che contribuirono alla ascesa del fascismo e del nazionalsocialismo.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 31/10/2021

francescotafuri19
francescotafuri19 🇮🇹

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Scarica La Seconda Guerra Mondiale: La Pace Fragile (1919-1939) e più Appunti in PDF di Storia solo su Docsity! 1919, 1929, 1939. Verso una seconda guerra mondiale Una guerra dei Trent'anni del Novecento Concluso il centunesimo anno dalla fine della Prima guerra mondiale, ecco ricorrere l'81° anniversario dell’inizio della seconda. Una concomitanza che permette di considerare le due guerre come un unico evento. 1919-1939. La pace fragile Bisogna quindi risalire alle conseguenze della Prima guerra mondiale per capire le cause della Seconda. Molto significativo il fatto che, dopo quattro anni di guerra, ne occorsero cinque — dal 1918 al 1923 — per siglare sedici trattati di pace. Ma la loro firma non comportò una pacificazione reale, al contrario fu all'origine di tensioni che, come un fiume carsico, alimentarono risentimenti, idee aberranti fino a esplodere nella Seconda guerra mondiale. L'ascesa del fascismo prima e del nazismo poi ne sono una testimonianza evidente. La sconfitta degli imperi tedesco, austro-ungarico, ottomano, nonché la fine di quello russo, abbattuto dalla rivoluzione bolscevica del 1917, portarono alla nascita di diverse nuove nazioni, sulla base del programma in 14 punti, presentato dal presidente degli Stati Uniti, Wilson, alla Conferenza di Versailles nel giugno del 1919, per assicurare la pace mondiale dopo un conflitto così distruttivo. Aldilà dell'ideale ispiratore, saranno proprio la ridefinizione della geografia europea con la nascita di nuovi stati e la fissazione di nuove frontiere, soprattutto nell'Europa centro- orientale, l'origine delle crisi degli anni venti e trenta. In effetti, le nuove realtà statali presentavano popolazioni diverse per lingua e religione. Soprattutto quella tedesca che, a causa della frammentazione dell'Impero, ritenuto il principale responsabile della guerra, subì le misure più punitive in termini territoriali, economici e militari, perdendo tutte le colonie e, in Europa, il 13% dei suoi territori dove erano presenti circa 7 milioni di tedeschi, alimentando il sentimento nazionalistico che, coniugato con il razzismo antisemita, porterà, nel 1933, Hitler al potere. Ma la deriva autoritaria si era affermata già negli anni venti, quando la quasi totalità dell'Europa, fatta eccezione per la Francia e l'Inghilterra, divenne soggetta a regimi autoritari, tra i quali quello fascista italiano funse da modello. Segno che il regime parlamentare non poggiava su una tradizione democratica consolidata. L'esempio più calzante fu proprio la Germania, dove la Repubblica socialdemocratica di Weimar, pur con una costituzione molto avanzata, che garantì il voto alle donne, e una vita artistica, culturale, scientifica di grande rilievo - aveva basi molto fragili, esposta a un’opposizione feroce sia da sinistra sia da destra e in preda a un’endemica crisi economica. Un altro elemento rendeva instabile la situazione del dopoguerra: il timore che la rivoluzione sovietica potesse diffondersi oltre i confini della Russia. Infatti, subito dopo la fine della guerra, in diversi paesi scoppiò un periodo di agitazioni sociali, noto come “biennio rosso”, derivate dalle difficoltà economiche causate dalla guerra. L'influenza del bolscevismo uscì poi dall'ambito proprio della politica per estendersi alle élites intellettuali, accentuando la polarizzazione tra chi ne considerava favorevolmente lo slancio rivoluzionario e chi invece lo contrastava in nome del patriottismo, del nazionalismo, del militarismo, nella cornice di un antisemitismo razzista. La firma del patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop ebbe effetti laceranti soprattutto fra gli aderenti ai vari Partiti comunisti, che non potevano accettare che i sovietici fossero venuti a patti con il nemico ideologico nazista e perciò molti militanti, scrittori, intellettuali presero le distanze da Mosca. 1929, una data spartiacque Nei vent'anni che separano i due conflitti una data funge da spartiacque tra i due decenni. E il 1929, anno della crisi finanziaria di Wall Street, che sconvolse l'economia mondiale contagiando tutti quei paesi che avevano rapporti economici con gli Stati Uniti, in particolare quelli europei che contavano sull’aiuto americano per riprendersi dalle conseguenze della guerra. In particolare saltarono i prestiti americani alla Germania, accordati per far fronte alle ingenti riparazioni di guerra. Con il calo della produzione, aumentò considerevolmente il numero dei disoccupati che, insieme alla piccola borghesia e ai coltivatori, formarono la base del consenso al Partito nazionalsocialista dei lavoratori che, da secondo partito nel settembre del 1930, nel luglio 1932 divenne il primo. | temi della propaganda andavano dalla denuncia delle responsabilità del “capitalismo finanziario internazionale-giudaico” alla rivolta contro i paesi che tenevano in scacco la Germania con la questione delle riparazioni e il divieto al riarmo, alla guerra per la conquista dello “spazio vitale” . Il precipizio del 1933 Il 30 gennaio 1933 Hitler diventa cancelliere del Reich. Il 28 febbraio, giorno successivo all'incendio del Reichstag, provocato dai nazisti, vengono sospese tutte le libertà costituzionali; Il 14 luglio una legge dichiara il Partito nazionalsocialista unico partito. La nazificazione interessa da subito tutti i campi della vita nazionale e della cultura, e prende avvio la campagna antiebraica, sfociata nel 1935 nell’approvazione delle leggi di Norimberga, che avrebbero dovuto mettere sull’avviso il mondo sulle sue nefaste conseguenze. La presa del potere di Hitler si era fondata sul terrore esercitato dalle SA, il primo gruppo paramilitare del partito nazista (fondato nel 1923). Entrato in conflitto con Hitler dopo la sua ascesa al potere, aspirava a trasformare l’organizzazione in un vero e proprio esercito, inglobando quello regolare. Ma Hitler aveva bisogno dell'esercito per realizzare la potenza tedesca. Per questo nel giugno del 1934, servendosi delle SS, un ramo delle SA, ne dispose l'uccisione dei capi. Questo atto comportò non solo la stabilizzazione del regime, ma diminuì anche la preoccupazione dei paesi esteri per la violenza che aveva accompagnato la presa del potere di Hitler. Seguì un periodo di espansione economica, grazie all’abbassamento delle tasse per industriali disposti ad assumere, al lancio di grandi lavori pubblici e alle grandi somme destinate al riarmo.
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